Biography

Alberto Burri

Works for sale

Alberto Burri - Combustione 3

Combustione 3

Year : 1965

Dimensions : 62 x 48 cm

Technique : Incisione, acquaforte e acquatinta su carta Fabriano Rosaspina (Esemplari 80 + XI P.A)

Alberto Burri - Combustione 1

Combustione 1

Year : 1965

Dimensions : 62 x 48 cm

Technique : Incisione, acquaforte e acquatinta su carta Fabriano Rosaspina (Esemplari 80 + XI P.A).

Alberto Burri - Bianchi e neri ll-E

Bianchi e neri ll-E

Year : 1969

Dimensions : Cm 30 x 52

Technique : Litografia, calcografia e collage d'acetato (Esemplari 90)

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Alberto Burri

Biography

 

Alberto Burri (1915–1995) è stato uno dei più importanti artisti italiani del Novecento e una figura centrale nell’ambito dell’arte informale e della ricerca materica. Nato a Città di Castello, in Umbria, studiò medicina e lavorò come medico militare durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1943 fu fatto prigioniero dagli americani e internato in un campo di prigionia negli Stati Uniti. Durante questo periodo iniziò a dipingere e scoprì la sua vocazione artistica. Dopo la guerra decise di abbandonare la professione medica per dedicarsi completamente all’arte.

La produzione artistica di Burri è caratterizzata da una forte sperimentazione sui materiali. A differenza della pittura tradizionale, l’artista non utilizzava soltanto colori e pennelli, ma inseriva nelle sue opere materiali poveri e inconsueti come sacchi di juta, stoffe, legno, plastica, catrame, ferro e colle industriali. Per Burri la materia stessa diventava protagonista dell’opera, con le sue imperfezioni, lacerazioni e trasformazioni.

Tra le sue prime e più celebri serie ci sono i Sacchi, realizzati negli anni Cinquanta utilizzando vecchi sacchi di juta cuciti, rattoppati o strappati. Le cuciture, le toppe e le lacerazioni diventano elementi compositivi che ricordano ferite o cicatrici, dando alle opere una forte carica espressiva. In seguito Burri sviluppò altre serie importanti, come le Combustioni, in cui bruciava legno, carta o plastica per creare superfici segnate dal fuoco e da effetti materici molto intensi.

Negli anni Settanta realizzò anche i Cretti, opere caratterizzate da superfici bianche attraversate da crepe e spaccature che ricordano la terra secca e arida. In queste opere il materiale si trasforma e si modifica naturalmente, creando forme imprevedibili. Un esempio monumentale di questa ricerca è il grande Grande Cretto di Gibellina, realizzato negli anni Ottanta sulle rovine della città siciliana distrutta dal terremoto del 1968. L’opera consiste in una vasta distesa di cemento bianco attraversata da profonde fratture che ricalcano il tracciato delle antiche strade della città.

L’arte di Burri non rappresenta immagini figurative, ma si concentra sulla forza espressiva della materia, sulle trasformazioni dei materiali e sui segni lasciati dal tempo e dai processi fisici. Grazie alla sua ricerca innovativa e alla capacità di trasformare materiali semplici in opere di grande potenza visiva, Alberto Burri è oggi considerato uno degli artisti italiani più influenti del XX secolo e una figura fondamentale per lo sviluppo dell’arte contemporanea.

 
 
 

 

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